…e fu così, che il 1° Febbraio 2010 Delia Vaccarello parlò di Abbabusiness nelle pagine de L’Unità.
Fare outing fa aumentare il reddito I consigli di Giampaolo e Andrea, due esperti di «Abba»: l’autenticità sul posto di lavoro è vincente, permette di eliminare le tensioni e fa bene anche all’azienda
di Delia Vaccarello
Fa bene tacere del week end o parlarne senza veli se si è trascorso con il/la partner omosessuale? Irrigidirsi o alleggerire le tensioni e proporre soluzioni? Tenersi strette le ipocrisie o essere rilassati, tanto sui nostri blog un salto lo possono fare tutti? Due autori ci dicono che sono migliori le seconde soluzioni, quelle del «lato B», quelle che per timore di non essere graditi al capo o di perdere anche il lavoro fino all’altro ieri non avremmo scelto mai. Non solo. Questi, anche se non sembra, sono consigli per «fare soldi», ma non soldi qualsiasi, bensì money funny, soldi divertenti. È il segreto che avrebbero applicato molte imprese, anche dopo la stangata della crisi. I due autori che segnalano la strada della autenticità come maestra e vincente sono due esperti di «Abba» e cioè della generazione che fa coming out in azienda, alleata del cambiamento. Si chiamano Giampaolo Coletti e Andrea Notarnicola. Il primo si presenta così: «ho compiuto trent’anni da pochi giorni e sono un collaboratore per Nòva24-Sole24Ore. Mi occupo di nuove tecnologie applicate alla cultura di impresa. Lavoro anche in Technogym, azienda del made in Italy come communication manager». Il secondo ha già esperienze di «apripista». È consulente di imprese che hanno a che fare con varianti (loro le chiamano «diversità», ma basta!) culturali, etniche, religiose, di genere e orientamento sessuale. Ha scritto uno dei primi volumi sul coaching e un manuale per la formazione dei leader del cambiamento. È stato uno dei promotori del Manifesto dello Humanistic Management. Nei loro biglietti da visita si legge tra le righe: sul lavoro l’omologazione non serve, è meglio affrontare i conflitti con l’autorevolezza che nasce dentro i rapporti umani. Ma c’è da crederci? Leggendo Abbabusiness (ed. librerie Croce, simpatico il sito www.abbabusiness.it), ti accorgi che le imprese (alcune, almeno) hanno scoperto il lato umano non per mortificarlo e andare avanti con greggi di yes man e yes woman. L’azienda ha scoperto la passione, l’hobby, la foto sul desktop, la scrivania come specchio di te senza timore che gli altri si impiccino più di tanto. Ha scoperto le web tv, strumenti per fare formazione quando le sedi sono lontane che diventano occasioni per comunicare emozioni. In queste pagine non più tardi di due anni fa, i lettori di «liberi tutti» hanno assaggiato la gioia di una neo-mamma che, dopo due anni di tentativi di fecondazione assistita fuori dall’Italia, riesce ad avere una bimba insieme alla compagna. Lei è co-madre, i colleghi non hanno visto il pancione. IL BEBÈ «NASCOSTO» Il giorno del rinfresco a chi le chiede perché tante leccornie, indica la foto sul desktop del suo pc dove troneggia la pelata di una bebè dormiente. Succede anche da noi, nell’Italia che ha paralizzato le leggi ma che non può frenare la vita della gente. Gli autori raccontano di un campionato di calcio aziendale, con relativa squadra gay, di un bollettino inviato a casa grazie a cui in famiglia si scopre l’omosessualità dei calciatori dichiarati solo sul lavoro. I legami contano per mandare avanti i progetti e, sorpresa, contano quelli «deboli», emozionali, che fanno «da ponte». Tutto questo è possibile perché, in alcuni luoghi di lavoro avrebbe preso il via la tendenza ad esprimersi e a non tacere parti importanti di sé, compreso l’amore gay. Abbasso il grigio del travet, viva il multicolore dei creativi. È un sogno? Una speranza? Una realtà? In ogni caso il «tono» dei due autori piace.
1 febbraio 2010 pubblicato nell’edizione Nazionale (pagina 38) nella sezione “Liberi”